venerdì 30 gennaio 2009

Culture jamming. Come ti stravolgo l'idea!

Stop WarVi ricordate della rivoluzione culturale? Quale, dite? Ma su, dai! Parlo di quel movimento popolare che verso la fine degli anni '60 sembrò voler regalare sogni impossibili a milioni di persone, insieme alla chimera della libertà di espressione, dei nuovi costumi, delle idee lungimiranti , ecc.

A chi ha ven'anni oggi, forse il termine risulterà strambo o perlomeno anacronistico, visto che difficilmente l'avrà letto sui libri di storia, ma lasciatemi dire che, da qualche tempo, ho creduto di scorgerne la sagoma nelle varie forme di reverse advertising a cui talvolta mi è dato di assistere nelle strade della mia città. Una trasformazione alchemica di colori e forme si è impossessata dell'arte? Una nuova rivoluzione all'orizzonte? Niente di tutto ciò!

Alzando lo sguardo al di sopra delle nostre teste, proprio dove crederemmo di trovare l'ovvio, scopriremo un mondo di incredibile creatività, rielaborato attraverso disegni e frasi costruite, non solo per stupire, ma soprattutto per... veicolare una forma di pensiero.

Sto parlando del culture jamming, (trad. sabotaggio culturale) ovvero di quella moderna forma di "pensiero contro", che alla rabbia espressa attraverso azioni aggressive e lesive, preferisce il messaggio adattato dei media e della pubblicità. I neo attivisti, preferiscono stravolgere body copy e pay off pubblicitari, figure di soggetti a cui è stato "tolto" un pezzo e "aggiunto" qualkos'altro, cartelloni pubblicitari vivi e provocatori, palpitanti messaggi da far recapitare a chi saprà coglierne il messaggio.

Il movimento del culture jamming non è nuovissimo, è nato nel 1989 in Canada con la rivista Adbusters, considerata a tutt'oggi la "la Bibbia" di questa particolare forma espressiva, dove il simbolismo mediatico è stato distorto fino all'inverosimile per colpire la società dei consumi e regalare una speranza di equità economica e sociale, almeno "sulla carta".

Con l'avvento di internet il culture jamming è diventato piu virulento che mai, trovando sempre più consensi nelle fila dei social networkers, diventando oltremodo una forma d'arte particolarmente seguita. E allora? E allora, va bene così.

Tutto sommato, credo che un messaggio sociale possa raggiungere ugualmente il suo obbiettivo, anche attraverso un segnale di stop che proietta a terra la sua ombra, sulla quale torreggia solitaria la parola... "War".

Anche questa è arte!

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