Ultimamente si fa un gran parlare di crisi della pubblicità e di disastrose stime in picchiata sia per gli investimenti, che per la fruizione di contenuti afferenti all'area economica dell'advertising.Da quello che emerge da questo lucido articolo di Marco Ferri del Messaggero, sembrerebbe che i settori in calo siano soprattutto quelli della televisione e degli annunci stampa, mentre radio ed internet, sarebbero invece in leggera crescita.
Che dire... è da tempo che in Italia si cerca di far rivivere questo settore che ha visto i tempi d'oro soprattutto negli anni '60 e '70 e che sembrerebbe così inflazionato da far scattare l'allarme su tutti i fronti. E' profonda crisi.
Certo, ma attenzione, di quale crisi stiamo parlando in realtà?
Voglio dire, c'è una verità collegata direttamente alla crisi economica in atto, di sconvolgente semplicità: se non ci sono soldi, la gente non spende e quindi la pubblicità diventa un lusso di cui si potrebbe fare a meno.
Poi c'è un'altra crisi, più sotterranea. E' la crisi creativa, di cui nessuno parla ma che ugualmente esiste. Non vi sembra alquanto sintomatico il fatto che settori cosiddetti "alternativi" quali internet, ma anche la radio, non stiano subendo questa flessione? Perchè?
Presto detto. Internet è la nuova frontiera della comunicazione, dove l'incontro di pensieri, novità ed idee simultanee, trova un humus fecondo. Il social network, il viral marketing, il buzz marketing, il guerriglia marketing, e ci sarebbero almeno altre dieci forme virali e più ancora da elencare, stanno regalando la possibilità di entrare in contatto con la vera essenza della creatività, scandagliando i bassifondi del sapere, cercando perle là dove si penserebbe di trovare solo mediocrità, ovvero tra le migliaia di persone comuni innamorate della forma più pura della comunicazione, quella sociale.
Non saranno tutti copywriter, od art director, questo è vero. Ma uscire da questa elitaria e pericolosa situazione, è auspicabile. Attingendo anche dai contenuti sociali, (chi meglio della gente può sapere quello che piace? ;-) ) la pubblicità non può che risplendere di nuova luce e chissà...anche di nuova abbondanza.
Voi che ne pensate?
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