sabato 31 gennaio 2009

Video o testi? Meglio in coppia

Il trend non lascia dubbi. Tra le svariate forme di comunicazione in rete, l'utilizzo di filmati video per la trasmissione di contenuti, è quella che sta ottenendo maggiori consensi e sicuramente quella che possiede le più ampie prospettive di sviluppo nell'immediato futuro.

Questo lo sanno bene i pubblicitari on line, che incominciano ad intravedere nel video, un riscatto ai quei timidi tentativi iniziali di proporre i propri contenuti, attraverso un mezzo che in fondo è sempre stato appannaggio della televisione.

Lo spot impera, il marketing viral-video impazza. Non c'è da stupirsene. Non è proprio per la più fluida assimilizione attraverso la vista, che i contenuti vengono recepiti nella loro interezza? Parola, vista, perfino la trasposizione di testi, tutto o quasi (per l'olfatto c'è ancora tempo :-)), può essere inglobato in un clip.

Di questa mia affermazione, non me ne vogliano i fanatici della scrittura, per carità. Il testo è, e rimane, il mezzo fondamentale di trasmissione di contenuti in rete, ma il video, beh lasciatemelo dire, si difende alla grande!

Un compromesso tra i due c'è, e come quasi tutte le cose buone si trova nel mezzo: combinarli assieme, in armonica complicità. Il loro può essere un idillio fruttuoso, una miscela di creatività ed efficacia.

A questo punto, una precisazione è d'obbligo. Anche per il video, così come per la scrittura, bisogna rispettare poche semplici regole per risultare vincenti. Scorriamole assieme:
  1. Qualità: qui non c'è da dilungarsi, un video di qualità scadente non ha gloria alcuna.

  2. Lunghezza: il più delle volte si è potuto constatare che su internet, video superiori ai 4-5 minuti, affaticano la risposta proattiva del nostro cervello, in parole povere annoiano, soprattutto se associati a quanto detto al punto 1., con qualche rara eccezione ovviamente.

  3. Performance: mi riferisco alle qualità hardware del proprio processore, sistema operativo, browser ecc. , per la fruizione ottimale dei filmati. "Se ci metti una vita ad aprirti, io torno a leggere, e che cavolo!" ;-)

  4. Ricerca: qui entra in ballo la bravura di chi titola il filmato. Su Google è facile trovare video divertenti, viral, drammatici, trailer ecc. a patto che li si sappia cercare per parola chiave o classe di appartenenza.
Detto ciò, siete avvisati. Se per caso avete deciso di promuovere il vostro business attraverso promettenti e spettacolari spot video, fate attenzione che rispecchino almeno in parte queste qualità.

p.s.

Siete liberi di allungare la lista, o se volete, di...smentirmi con effetti speciali testuali!

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Google bombing a colazione

Google bombingNo, non sto parlando di un piatto particolarmente indigesto servito alla mensa della nota azienda di Mountain View, ma di un termine usato di sovente in ambito seo per descrivere una peculiare tecnica Black Hat, davvero pericolosa per il nostro posizionamento nelle search engine report pages (SERP), e non solo.

Il Google Bombing, infatti, si serve della rilevanza di un gran numero di backlink verso una data pagina, per aumentare artificialmente il pagerank di Google, e in tal senso è stato utilizzato addirittura per screditare personaggi famosi (vedi il caso noto dell' anchor text "miserable failure", che conduceva alle pagine della biografia del presidente americano uscente), oppure per colpire trend e politiche particolarmente in vista.

A sua volta, Google è corsa ai ripari creando un filtro idoneo a contrastare questa particolare forma di "spam". Essendo però il tutto ancora da affinare, i primi a farne le spese, sono stati ovviamente gli operatori SEO, i quali hanno dovuto rivedere parecchi termini utilizzati come anchor text, ridimensionando oltremodo il numero stesso dei link. Se questo filtro è stato applicato sulle vostre pagine, allora devo proprio dirvi che è un bel casino. Uscire da questo genere di sandbox, infatti, è difficilissimo.

Allo stato attuale, sembra che le cose vadano un pò meglio, però il dubbio di ridotta funzionalità di rilevamento dei link utili, ahimè rimane.

Perciò fate attenzione ai link che create, e se proprio non potete fare a meno di utilizzare la stessa frase o parola per nominare un link (chissà perchè intestardirsi, ma credetemi c'è gente che lo fa soventemente) riducetene almeno il numero.

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venerdì 30 gennaio 2009

Reale o virale?

E dire che di video strani su YouTube se ne vedono parecchi. Questo però ha un non so che di inquietante. Guardatelo attentamente e ditemi se non fa impressione anche a voi. Finzione o realtà?

Mah, sicuramente un viral tecnologico... da paura!


p.s.

Mi raccomando non cercate di emulare quello che vedete nel video. E' estremamente pericoloso!

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Culture jamming. Come ti stravolgo l'idea!

Stop WarVi ricordate della rivoluzione culturale? Quale, dite? Ma su, dai! Parlo di quel movimento popolare che verso la fine degli anni '60 sembrò voler regalare sogni impossibili a milioni di persone, insieme alla chimera della libertà di espressione, dei nuovi costumi, delle idee lungimiranti , ecc.

A chi ha ven'anni oggi, forse il termine risulterà strambo o perlomeno anacronistico, visto che difficilmente l'avrà letto sui libri di storia, ma lasciatemi dire che, da qualche tempo, ho creduto di scorgerne la sagoma nelle varie forme di reverse advertising a cui talvolta mi è dato di assistere nelle strade della mia città. Una trasformazione alchemica di colori e forme si è impossessata dell'arte? Una nuova rivoluzione all'orizzonte? Niente di tutto ciò!

Alzando lo sguardo al di sopra delle nostre teste, proprio dove crederemmo di trovare l'ovvio, scopriremo un mondo di incredibile creatività, rielaborato attraverso disegni e frasi costruite, non solo per stupire, ma soprattutto per... veicolare una forma di pensiero.

Sto parlando del culture jamming, (trad. sabotaggio culturale) ovvero di quella moderna forma di "pensiero contro", che alla rabbia espressa attraverso azioni aggressive e lesive, preferisce il messaggio adattato dei media e della pubblicità. I neo attivisti, preferiscono stravolgere body copy e pay off pubblicitari, figure di soggetti a cui è stato "tolto" un pezzo e "aggiunto" qualkos'altro, cartelloni pubblicitari vivi e provocatori, palpitanti messaggi da far recapitare a chi saprà coglierne il messaggio.

Il movimento del culture jamming non è nuovissimo, è nato nel 1989 in Canada con la rivista Adbusters, considerata a tutt'oggi la "la Bibbia" di questa particolare forma espressiva, dove il simbolismo mediatico è stato distorto fino all'inverosimile per colpire la società dei consumi e regalare una speranza di equità economica e sociale, almeno "sulla carta".

Con l'avvento di internet il culture jamming è diventato piu virulento che mai, trovando sempre più consensi nelle fila dei social networkers, diventando oltremodo una forma d'arte particolarmente seguita. E allora? E allora, va bene così.

Tutto sommato, credo che un messaggio sociale possa raggiungere ugualmente il suo obbiettivo, anche attraverso un segnale di stop che proietta a terra la sua ombra, sulla quale torreggia solitaria la parola... "War".

Anche questa è arte!

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domenica 11 gennaio 2009

Green marketing, business sostenibile

A proposito di nuovi arrivi, oggi parliamo di Green Marketing (trad. 'marketing verde', dove 'verde' qui non sta per 'senza un soldo', mi raccomando! ;-)

Mamma mia!, direte voi, ma che mai avrà da spartire adesso, la vendita con l'ecologia e l'ambiente? Beh vedete, verde sì ma fino ad un certo punto visto che si tratta sempre e comunque di business. Ma facciamo un passo indietro.

I prodotti cosidetti 'verdi' non sono una novità. Ne sono un classico esempio quelli alimentari come i cereali per la prima colazione ideati dall'americano Will Keith Kellog, nel 1894. Già all'epoca, in odore di piena rivoluzione industriale, si pensava a prodotti più salutari come appunto i fiocchi di mais tostati.

Anche se allora, in realtà, la novità non era rappresentata tanto dagli ingredienti quanto piuttosto dalla modalità di assunzione (nel latte), il prodotto fece la gioia di tanti piccoli consumatori in erba.

Avanziamo a questo punto una sommaria conclusione: non sono i prodotti salutari in sè ad attrarre il consumatore, quanto piuttosto il binomio ecologia-salute da essi generato.

Da poco tempo, il fenomeno si è allargato anche all'ambiente in senso largo, ma sostanzialmente la constatazione che ci si innamora più dell'idea congiunta che del prodotto in sè, permane. Non potrebbe essere diversamente: questa è l'anima della vendita, alla quale la pubblicità non può che adeguarsi, evocando emozioni e suggestivi appagamenti dei bisogni.

Se poi all'idea del 'verde', corrisponde anche una effettiva valenza eco-sostenibile, beh allora...il prodotto ha tutti i numeri per farsi vendere!

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Non trovi le parole? Catturale

Ogni qualvolta mi trovo ad affrontare la scrittura di un testo, ho come l'impressione di sprofondare in un territorio sconosciuto, di attingere ad un oceano di parole in sospensione, pronte per essere...catturate.

Tutto questo mi ricorda il luogo-non luogo descritto dall'antico filosofo greco Platone, chiamato Iperuranio, un posto immateriale dove hanno sede tutte le idee e da cui noi attingiamo per creare.

La scrittura, in fondo, fa proprio questo: traduce e concretizza per noi (o attraverso noi?!) questo immaginario mondo dei pensieri, dando significato alle nostre vite. Ed è qui che personalmente trovo le parole e l'ispirazione per tradurre un concetto "intellegibile" in uno accessibile e sostanziale.

A tal proposito, ho un piccolo esercizio che potete fare per sviluppare la vostra creatività.

Quando siete a corto di concetti, oppure tutto vi sembra così vago e nebuloso, cercate un posto della vostra stanza in cui vi sentite a vostro agio e fermatevi. Sdraiatevi (va bene anche da seduti) e fate un bel respiro profondo.

Immaginate ora di visitare questo luogo magico con l'occhio della mente... sentitene il palpito vivente e generoso della creazione. Osservate le parole vaganti in questo etere, senza un ordine preciso...Cosa volete esprimere? A quale concetto volete dar vita? Quale tra questi infiniti termini e suoni, è capace di risvegliare in voi un suono diverso dagli altri, più vicino al vostro essere?

Trovato? Bene. Soffermatevi ora su queste poche parole a cui avete dato vita e fatele risplendere sullo sfondo di questo mare senza confini. Sono le vostre parole, i vostri significati, le vostre aspettative, il vostro estro... non resta che catturarle!

Non indugiate un minuto di più, trascrivetele subito su di un foglio per evitare di dimenticarle, e partite da esse per creare il vostro progetto. Vedrete, quanto sarà semplice seguire il flusso di concetti e parole che scaturirà dalla loro forza, man mano che scrivete.

Và da sè che ognuno di voi avrà la sua particolare visione del luogo delle parole, del loro dinamismo e forza, ma una cosa è certa: funziona alla grande!

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sabato 3 gennaio 2009

Pagerank di Google? Lo prevedo...

Stando a quanto afferma l'autore di questo post, sembrerebbe proprio così. E non è tutto, l'autore si spinge ancora oltre elargendo 18 utilissimi consigli per incrementare il valore di pagerank.

Morale della favola? Le sue previsioni sono state confermate appieno! A fine dicembre-inizi di gennaio di quest'anno infatti, parecchi hanno potuto constatare l'avvenuto aggiornamento del valore di pagerank sulle proprie pagine.

Parrebbe inoltre confermata in parte anche la teoria secondo cui l'aggiornamento avverrebbe attorno ai tre 3 mesi o giù di li, in concomitanza del passaggio "deep" del crawler.

Certo che tra fluttuazioni sinusoidali e google dance, come scrivevo su onemarketing tempo fa, sembrava sempre più arduo prevedere un granchè. Tantè...;-)

A parte gli scherzi, al momento sono propenso verso una sospensione di giudizio, in quanto mi vedo piuttosto dubbioso e cauto nell'avanzare qualsiasi ipotesi.

Di una cosa però bisogna tener in debito conto: i 18 consigli dati dall'autore del post in questione sono tra i più pratici e chiari in cui mi sia imbattutto nella mia carriera di seo-surfer, per garantire un buon pagerank (vedi soprattutto la faccenda dei broken links), complimenti!

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venerdì 2 gennaio 2009

Marketing di prossimità: il target della porta accanto

Il marketing di prossimità o proximity marketing come lo chiamano gli anglosassoni (che in fatto di marketing non convenzionale la sanno lunga), è l'ultimo arrivato nel panorama del marketing dei nuovi mezzi di comunicazione, ma fa già ben sperare.

Nonostante sia circoscritto ad una categoria specifica di utenti e limitato nello spazio solo dal mezzo di diffusione (viene utilizzata infatti la tecnologia bluetooth per l'invio di contenuti pubblicitari), il marketing di prossimità sembra davvero essere una rivoluzionaria possibilità di pensare il marketing da una parte e una ghiotta occasione di guadagno dall'altra.

Lo scopo principale di questo tipo di marketing, a detta dei suoi più fervidi sostenitori, è portare l'azienda dal cliente, ovvero avvicinare il prodotto al consumatore. Quale miglior modo di sentirsi vicini, che mandare un bel messaggino sul telefonino? Già perché oggi il telefonino, la fa ancora da padrona nonostante la presenza (oserei dire anche a causa), di internet e dei new media.

C'è solo da augurarsi che tutto ciò sia una genuina maniera di fare business e non piuttosto un ennesimo "tiro al piattello" al consumatore.

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Google e le pagine 404

Talvolta può capitare di dover cancellare una o più pagine dal server, sia per rinominarle che per alleggerire il sito da contenuti obsoleti. Attenzione però, questa semplice operazione alla lunga potrebbe esporvi alle penalizzazioni di Google, per non parlare poi della cattiva immagine ricevuta dal vostro sito quando si incappa in un errore 404 di pagina non trovata!

Ma niente paura! Da poco tempo infatti, è apparso all'interno degli Strumenti per i webmaster di Google, alla voce "Ottimizza le pagine 404", un utilissimo tool che ci viene in aiuto per risolvere questo tipo di problemi. Le linee guide di Google in questo senso sono chiare.

Utilizzando i suggerimenti presenti in un messaggio, da voi personalizzabile, di pagina spostata e di contenuti raggiungibili in altre parti del sito, il visitatore può tranquillamente seguire il vostro link ed evitare di abbandonare prematuramente la pagina (o addirittura l'intero sito!)

Non solo, accanto ai link non più raggiungibili, appaiono le url da dove provengono i collegamenti alle vostre pagine non più presenti in rete.

Beh, che dire, una guida davvero smart per evitare spiacevoli sorprese!

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giovedì 1 gennaio 2009

Verbi e suggestioni

Verbi e suggestioniNella scrittura professionale per il marketing e la pubblicità, i nomi e gli aggettivi più significativi, vengono spesso soppesati, caricati di valore aggiunto e collocati in posizioni strategiche per dare all'intera frase o preposizione un significato d'impatto.

In realtà il vero re del "periodo" è il verbo. Il verbo infatti, a differenza di altre parole, invita direttamente all'azione ed è molto evocativo perché capace di provocare una qualche forma di reazione da parte di chi legge.

Non a caso, nelle suggestioni ipnotiche in ambito terapeutico e non, vengono frequentemente utilizzati dei verbi per caricare di significato le frasi da cui far scaturire un'azione: "...e mentre sei così tranquillo e focalizzato su quello che sto scrivendo, puoi accorgerti che è così!" ;-)

Il verbo colora la frase, la piega ai propri comandi e garantisce il risultato sperato.

Ma quali tempi utilizzare? Indubbiamente l'imperativo presente e l'infinito. Il primo perché esorta all'azione e il secondo perché espande il tempo...all'infinito! Nella vendita e nella pubblicità può voler far trasparire un significato del tipo: "Dai un'occhiata a quello che ti offro e decidi cosa farne!"

Perciò, lasciatevi sedurre dalle immagini suggestive che vi vengono regalate dai verbi e utilizzatele nelle vostre campagne pubblicitarie, nella vostra bodycopy o payoff, oppure solo per caricare di emozioni il vostro testo, e far... sognare.

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