sabato 21 febbraio 2009

Quanto vale uno specialista SEO in Italia?

In questo articolo, uscito l’altro ieri su FullPress, leggo con piacere di un nuovo corso SEO in partenza a maggio e giugno di quest'anno in tre differenti città, Roma, Milano e Londra che, a detta degli ideatori, si differenzierà da tutti gli altri corsi del genere, sia per la sua valenza di "corso esperienziale", che per la qualità dei contenuti fruibili su scala internazionale.

Il corso si intitola SEO WEB MARKETING EXPERIENCE ed è organizzato dalla nota agenzia Madri, conosciuta in tutta Italia per la buona qualità della sua formazione in ambito SEO, e raggrupperà il meglio dei contributi, apportati finora in questo campo, da esperti di Web Marketing e SEO Specialists.

Una sintesi, ma anche una full immersion in un contesto di studi che ha già compiuto i dieci anni di vita (io aggiungerei studi empirici...ma non voglio sembrare subito polemico), e di una professione che in Italia non ha mai avuto né il posto né la considerazione che indubbiamente meriterebbe di avere.

Questo corso, quindi, non può che farmi piacere, ma mi fa anche riflettere sulla stentata marcia della SEO nel nostro paese e sulle implicazioni di carattere sociale e professionale connesse a questo stato di cose.

Certo, sappiamo benissimo che a differenza di altre nazioni come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, in Italia esiste solo un farsesco tentativo di collocazione "accademica" della SEO, ma mi chiedo anche: quanto durerà questa approssimazione di ruoli? Eh sì, perché le figure promiscue "tuttofare" colpiscono ancora e colpiscono duro!

Ecco perché sono contento, e lo sono per due semplici ragioni: la prima perché questa potrebbe essere finalmente l'occasione che la comunità SEO italiana aspettava da anni per farsi apprezzare anche all'estero, e la seconda perché credo nell'unione di intenti e di idee, quale ingrediente indispensabile nella lunga marcia verso il riconoscimento di una professione tanto incompresa, quale appunto della SEO, o quantomeno... spero tanto di cuore che sia così.

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Bleep. Ma che... bip... sappiamo veramente!?

Bleep. Ma che... bip... sappiamo veramente!?Oggi non vi presento un libro o un ebook, bensì un video che ho già avuto modo di vedere nella versione in inglese l'anno scorso e che da quest'anno è finalmente disponibile in italiano in DVD, "Bleep. Ma che... bip... sappiamo veramente!?" (nella versione originale in inglese, "What the Bleep Do We Know!?)

Non nascondo la genuina commozione ed il sottile piacere che questo film mi procura ogni qualvolta ho l'opportunità di rivederlo, ed ogni volta, credetemi, è un preludio di emozionanti riflessioni e ragionamenti. Sarà perchè raramente ho trovato in un'opera una tale freschezza e semplicità di contenuti, capace di spiegare con parole chiare e lineari i meravigliosi misteri nascosti nella meccanica quantistica.

Per chi ha imparato a conoscermi, sa quanto io sia affascinato dal paradigma rivoluzionario di questa branca della Fisica, capace realmente di modellare la realtà di chi ne conosce le leggi. Questo è il messaggio che traspare dalla visione di questo video. Ed è subito intuizione, epifania.

Il film "Ma che...Bip...Sappiamo Veramente!?" risponde alle domande che quasi tutti noi ci siamo posti almeno una volta nella vita: cos'è la realtà? Cos'è il pensiero? Stavolta però, la risposta vi arriverà dalle parole di esperti scienziati, che vi spiegheranno quelle leggi che permettono di modificare a proprio piacimento la propria realtà.

In questo video imparerete cosa sono le reti neuronali, a cambiare le vostre emozioni e la realtà che non accettate! Ma non voglio convincervi di una cosa che già sapete inconsciamente, una verità che verrà alla luce attraverso la visione del film, se avrete la fantastica opportunità di vederlo, come l'ho avuta io...


Il video è disponibile su Macrolibrarsi.

Ecco qui sotto un piccolo assaggio, e... buona realtà a tutti!


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domenica 15 febbraio 2009

La pubblicità sta morendo? Resuscitiamola!

Requiem per la pubblicitàUltimamente si fa un gran parlare di crisi della pubblicità e di disastrose stime in picchiata sia per gli investimenti, che per la fruizione di contenuti afferenti all'area economica dell'advertising.

Da quello che emerge da questo lucido articolo di Marco Ferri del Messaggero, sembrerebbe che i settori in calo siano soprattutto quelli della televisione e degli annunci stampa, mentre radio ed internet, sarebbero invece in leggera crescita.

Che dire... è da tempo che in Italia si cerca di far rivivere questo settore che ha visto i tempi d'oro soprattutto negli anni '60 e '70 e che sembrerebbe così inflazionato da far scattare l'allarme su tutti i fronti. E' profonda crisi.

Certo, ma attenzione, di quale crisi stiamo parlando in realtà?

Voglio dire, c'è una verità collegata direttamente alla crisi economica in atto, di sconvolgente semplicità: se non ci sono soldi, la gente non spende e quindi la pubblicità diventa un lusso di cui si potrebbe fare a meno.

Poi c'è un'altra crisi, più sotterranea. E' la crisi creativa, di cui nessuno parla ma che ugualmente esiste. Non vi sembra alquanto sintomatico il fatto che settori cosiddetti "alternativi" quali internet, ma anche la radio, non stiano subendo questa flessione? Perchè?

Presto detto. Internet è la nuova frontiera della comunicazione, dove l'incontro di pensieri, novità ed idee simultanee, trova un humus fecondo. Il social network, il viral marketing, il buzz marketing, il guerriglia marketing, e ci sarebbero almeno altre dieci forme virali e più ancora da elencare, stanno regalando la possibilità di entrare in contatto con la vera essenza della creatività, scandagliando i bassifondi del sapere, cercando perle là dove si penserebbe di trovare solo mediocrità, ovvero tra le migliaia di persone comuni innamorate della forma più pura della comunicazione, quella sociale.

Non saranno tutti copywriter, od art director, questo è vero. Ma uscire da questa elitaria e pericolosa situazione, è auspicabile. Attingendo anche dai contenuti sociali, (chi meglio della gente può sapere quello che piace? ;-) ) la pubblicità non può che risplendere di nuova luce e chissà...anche di nuova abbondanza.

Voi che ne pensate?

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L' article directory e la ricerca della visibilità

Vi ricordate quanto abbiamo detto tempo fa parlando del link baiting, sulla genuinità e la singolarità dei link in entrata? Ebbene, una buona risorsa per la ricerca della visibilità naturale in rete, potrebbe venire dalla submission dei vostri contenuti in portali e siti dedicati all'article marketing.

A tal proposito, proprio di questi giorni è la notizia della nascita di una directory dedicata allo scambio di questo genere di contenuti in rete, My Web Article della TMD Web Agency.

E'indubbiamente un'ottima alternativa ai già decantati siti sulll'article marketing quali Articolista, Articolando, Articoli on line e via discorrendo. Perchè? Mah, prima di tutto perchè è una directory su piattaforma Wordpress, quindi un CMS (Content Management System), e questo permette un'interattività maggiore dei contenuti. Secondo, perchè è possibile visionare gli articoli in ben 15 lingue, con la possibilità di navigare tra 28 differenti categorie dai temi più vari.

E' vero, tutto questo sembra voler nascondere una ricerca spasmodica di visibilità che rompe gli schemi soliti di scambio, ma che dopotutto si allarga alla partecipazione attiva di un maggior numero di utenti.

Quindi bene per quanto riguarda la folta partecipazione e la naturalezza dei link, ma attenzione che siano anche link e contenuti di buona qualità!

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domenica 1 febbraio 2009

Il marketing di sé stessi

SelfmarketingSelfmarketing
Nicola Santoro, Nicola Di Salvo

Con la presentazione di due libri dedicati al selfmarketing, ovvero al "marketing di sé stessi", apro una breve parentesi sull'arte del "sapersi vendere". Ebbene sì, perché nell'era di internet e del mercato digitale non basta più progettare o illustrare un prodotto per poterlo vendere, ma diventa fondamentale anche conoscere sé stessi ed il proprio rapporto con il mercato.

Selfmarketing, è il primo manuale dedicato a questo argomento, ed è un vero e proprio percorso individuale totalmente focalizzato sulle tecniche del marketing personale. Quanto bisogna conoscersi per essere vincenti e diventare competitivi? Quanto valgo e quanto potrei valere? Queste sono alcune delle domande alle quali il libro darà una risposta spassionata, passando attraverso l'analisi di diversi fattori commerciali e non solo.

Il marketing personaleIl marketing personale
Antonio Foglio

Questo secondo libro è un valido sostegno per tutti coloro che si trovano per la prima volta ad affrontare il mondo del lavoro o che vogliono incamminarsi in un percorso evolutivo all'interno del loro stesso impiego. Attenzione, non solo per fare carriera, ma anche per migliorare i propri rapporti personali! Questa è la promessa dell'autore.

Il marketing personale affronta lo studio sul selfmarketing da diverse angolazioni: dall''autoanalisi alla comunicazione, dal curriculum al colloquio di lavoro, dal self-webmarketing di internet al management di sé stessi, e tanto altro ancora.

Due libri che mi sento fortemente di consigliarvi, perché oltre a farvi maturare come persona calata in un contesto professionale, vi insegneranno anche a "sapervi vendere" nella vita, per migliorare il vostro rapporto col mondo.

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Podcasting e portabilità

PodcastE' l'ultima frontiera dello scambio di informazioni multimediali in rete. Nato dall'esigenza di dar vita ad una nuova forma di feed RSS, che comprendesse anche contenuti audio e video, il Podcasting, ha trovato nel popolo della rete la sua ragione di esistere.

E' proprio qui infatti, che il podcast, questo il nome specifico dell'aggregatore, si esprime al meglio, lanciando una sfida di "portabilità" al proprio pubblico, sempre più avido di novità.

La novità in questo caso è rappresentata dal poter essere sempre aggiornati sui contenuti multimediali di proprio interesse, anche sul proprio iPod, lettore MP3, palmare o cellulare.

Ma come è strutturato un podcast? Un podcast è un semplice feed RSS, al cui interno è presente un link ad una risorsa audio-video in rete, da scaricare. Per usufruire di questo tipo di servizio basta possedere uno specifico lettore di feed RSS che riconosca il link incorporato.

In rete è facile trovare portali dedicati all'argomento, oppure reperire software di podcasting che permettono addirittura di creare da soli piattaforme di registrazione idonee allo sviluppo di contenuti virali, per farsi conoscere e scambiare informazioni.

In fin dei conti, cosa si nasconde dietro il fenomeno del podcasting, se non un genuino interesse verso una forma di comunicazione globale?

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