lunedì 29 giugno 2009

Breve riflessione sulla scrittura

Riflessioni sulla scritturaOgni giorno si scrivono fiumi di parole, sui giornali, nei blog, sui libri, sui muri o in mille altri posti ancora più inusuali. Ma perché? Voglio dire, qual è il vero motivo che spinge una persona a preferire questa forma di comunicazione alle altre? Certo, si scrive per farsi capire, per informare, per stupire, per sedurre, per comunicare, per vendere ecc., ma non dimentichiamo che si scrive soprattutto per farsi leggere!

Scontato? Lasciate che vi faccia un'altra domanda. Quanti di voi che scrivono, sono consapevoli del fatto che dietro alle loro parole si nascondono sprazzi della propria esistenza? E chi scrive, non vorrebbe forse che le proprie idee vengano accolte e prese in considerazione? Persino chi è convinto di scrivere solo per sé, come chi redige quotidianamente il proprio diario personale, spera nel proprio intimo che un giorno qualcuno possa leggere le sue parole!

Le parole sono come parti della mente, nascono perché qualcuno le possa allevare con amore, farle crescere e prosperare. Che sottile piacere, vedere poi i propri pensieri appagati!

Mai come in questo nostro tempo le forme di comunicazione sono state così varie, così diversamente veicolate. Oggi si può comunicare efficacemente con un messaggio audio visivo, in tempo reale, ma la scrittura è, ed è rimasta, un mondo a parte, una via più personale alla conoscenza di sé e degli altri dove è necessaria una maggiore introspezione. Chi scrive, scava nella propria storia personale per attingere ai propri ricordi, per srotolare la matassa delle proprie emozioni, sepolte magari sotto una miriade di effimere lusinghe multimediali, chissà!

Scrivo tutto ciò affinché nell'era di internet e della multimedialità, non si dimentichi né venga tradita, la vera natura della scrittura, la sola che ancora dà un senso a quelle dita che si apprestano a scrivere o a battere sui tasti di pc, e che gremisce una pagina o un foglio elettronico di parole in movimento: la propria visione del mondo e di sé!

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domenica 14 giugno 2009

Sopravvivenza finanziaria o autocoscienza?

Da dove nasce l'attuale crack delle finanze? E soprattutto, come non farsi stritolare del tutto dalla sua morsa letale? Questo è il filo conduttore di due prodotti veramente esplicativi sul tema, che vi consiglio di leggere e di vedere al più presto.

crack finanziarioIl primo, è un libro straordinario dell'avvocato ed ex banchiere Charles Morris, che aveva già previsto due anni fa, nel 2007, la scenario attuale del crollo finanziario, di cui siamo tutti, apparentementesopravvivenza finanziaria, inermi vittime.

Il secondo, è un DVD dell'economista ed operatore di borsa italiano Eugenio Benetazzo, che forse già qualcuno di voi avrà avuto modo di conoscere per l'arguzia e le doti di comunicatore di cui è possessore, anch'egli accurato e consapevole profeta delle future sorti economiche del pianeta.

Detto ciò, non mi resta che augurarvi una buona lettura o una buona visione, (o anche le due cose insieme, perchè no? ;-) confidando nella sicura efficacia di questi due preziosi "manuali di sopravvivenza finanziaria".

D'altronde, e di questo ne sono fermamente convinto, l'unica maniera di uscire indenni dalla crisi, è quella di adottare una oculata ed autoconsapevole gestione delle proprie risorse, non solo finanziarie, ma anche umane. La parola magica? Autocoscienza finanziaria!

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venerdì 12 giugno 2009

Viral marketing acqua e...sapone

Il simbolismo visivo è un fenomeno oramai consolidato e utilizzato in molti settori della comunicazione, specialmente in ambito pubblicitario. Mi chiedo però, quanto questo simbolismo venga oggi pienamente espresso in maniera coerente ed efficace per veicolare un messaggio persuasivo attraverso un video promozionale.

Non fraintendetemi, di clip fatti bene ce ne sono parecchi in giro per la rete, ma raramente si incappa in un filmato che ti dice chiaramente:"Guarda questo prodotto, io sono qui per venderlo!"

Così come diventa sempre più frequente imbattersi in veri capolavori del video-advertising, è sempre più difficile trovare nella semplicità del messaggio il vero senso della vendita. Stupire non basta, talvolta la vendita reclama un messaggio diretto!

Date un'occhiata a questo video pescato su youtube e prodotto da un'azienda di Berlino, la vm-people. Non sembra racchiudere nella propria semplicità grafica e simbolica, l'anima stessa dell'advertising?

p.s.

A parte una vaga somiglianza con alcune pubblicità televisive di qualche decennio fa, vero incubo delle casalinghe, preoccupate che i loro figliuoli potessero essere irretiti da possibili messaggi subliminali, mi sembra un ottimo esempio di viral marketing congruente ed originale.

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giovedì 11 giugno 2009

Free writing: sprigiona la tua creatività

ebook free writingFra tutte le tecniche "preparatorie"di scrittura, la tecnica del Free Writing, parola di chiara matrice anglosassone e traducibile in italiano col termine "scrittura libera", è forse quella che più si avvicina all'arte di stesura, intesa come estro artistico applicabile alla scrittura, una tecnica che assolve appieno al suo compito di liberare la mente dal superfluo, per lasciare spazio a quello che veramente conta: il testo.

In realtà, sarebbe più esatto parlare di "tecniche" di Free Writing, visto che ce ne sono di diverse e mai totalmente calzanti su un numero indefinito di autori. Perciò diffidate di chi vi propone ricette generalistiche: il free writing è sinonimo di creatività personale, dato che utilizza i canali comunicativi interni che ogni persona possiede, per sviscerare quella caterva di pensieri che assolveranno al delicato compito di revisionare il testo fino alla sua identificazione col prodotto finale.

Quindi in pratica come si applica questo free writing?

Se ricordate, tempo fa vi ho parlato di una tecnica personale, che utilizzo prevalentemente prima di iniziare a buttare giù del testo, la cattura delle parole. Qui non mi soffermerò sulla tecnica appena citata, peraltro appartenente alle tecniche di pre writing (tecniche immaginative e meditative maggiormente idonee alla risoluzione del "blocco dello scrittore") ma voglio che leggiate comunque il post quanto prima, per avere un'idea tangibile di quale moltitudine di tecniche preparatorie esistono in tal senso.

Una tecnica personale di free writing che utilizzo maggiormente segue in ordine di tempo le seguenti fasi:
  1. scrittura asincrona, cioè una scrittura non "sincronizzata" su pensieri logico-razionali, a cui siamo generalmente abituati quando scriviamo qualcosa. Quando iniziamo a scrivere infatti, la nostra attenzione è rivolta maggiormente agli errori o alle dissonanze di stile che incontriamo man mano che scriviamo, ma che rallentano inevitabilmente il processo creativo di scrittura. In questa fase di free writing, invece, buttate giù senza remore, frasi e termini svincolati da qualsiasi giudizio. Avete la libertà assoluta di scrivere qualsiasi cosa vi venga in mente!

  2. revisione emozionale, ovvero una sgrossatura dei termini estranei al proprio contesto emotivo. Ci sono parole che vi dicono qualcosa in più delle altre? Bene, cerchiatele, e date loro l'importanza che si meritano. Cancellate le altre e partite da esse per creare un gruppo di frasi significative, adattatele al tema da voi scelto.

  3. lettura consapevole, vale a dire una lettura a voce alta delle frasi o parole che avete scelto. Quasi sicuramente in questa fase farete ancora qualche taglio, ma ne vale la pena, perchè vi accorgerete che rimarrà finalmente l'ossatura del vostro scritto.
Semplice, no? Questa è una delle migliaia di tecniche che potete fare vostre, siete liberi di provarla adesso o crearvene una voi, l'importante è dare sfogo alla vostra immaginazione e al vostro talento. Buon lavoro!

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lunedì 8 giugno 2009

Face me book!

Oggi fa un caldo boia ed i miei pensieri stentano a prendere consistenza, tanto pesanti sono i loro giri...vorticosamente ma silenziosamente accorpati ad una idea di fondo, che stenta a prendere forma. Non mi resta che sdraiarmi sul letto e lasciarli vagare, tanto prima o poi da qualche parte approderanno...esausti.

Gioco con le parole come sovente facevo da ragazzino, quando lanciavo sassi nell'acqua per ammirare quei meravigliosi cerchi concentrici apparire dal nulla. La mia magia erano le parole, ad ogni cerchio un nome diverso, ad ogni nome un colore...

Sono passati tanti anni ma mi diverto a farlo di tanto in tanto, come adesso: mi piace volteggiare con loro, cambiare loro il significato. Facebook...face me book! Affrontami o libro!?

E questa da dove è uscita? Mah, istantanea e fulminea come non mai!! Raramente una frase anglofona è stata così calzante nella sua traduzione letterale! ;-)

Razionalizzando un attimino, credo di aver compensato in questa frase la strana sensazione di perdita che mi sta accompagnando da un pò di tempo a questa parte, e cioè da quando Facebook, l'aggregatore di social content più conosciuto e frequentato del mondo, è diventato il "fenomeno" della rete. Google l'ha addirittura premiato con un pagerank 9 (di tanto in tanto, qualche sito di qualità no, eh?).

Face me book! E certo, perchè tra tanti messaggini, cuoricini, foto condivise e amicizie più o meno velate, chi ce l'ha più il tempo di leggere?

Ma forse è colpa del caldo, forse domani scriverò di quanto è bello socializzare, danzare con le emozioni...forse...

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