giovedì 23 luglio 2009

Copywriter e pensiero laterale

Da un rivoluzionario approccio creativo alla scrittura, una delle tecniche più efficaci al servizio del copywriter

Pensiere non lateraleUno dei pensatori più creativi del nostro tempo, lo psicologo Edward De Bono, ideatore del cosiddetto pensiero laterale o lateral thinking, afferma che si può giungere alla soluzione di un problema, non solo utilizzando un approccio logico-deduttivo ma anche mediante un processo di idee più indiretto e creativo, apparentemente svincolato dal problema o dall'idea originaria.

In altre parole, se cambiamo il nostro modo di affrontare il problema, utilizzando un processo di pensiero creativo (laterale), e non solo logico (verticale), la soluzione arriva quando, e da dove meno ce l'aspettiamo. Singolare la sua invenzione denominata Think Tank, una sorta di sfera con piedistallo, alta circa 20 centimetri, nel quale erano state inserite 14.000 targhette di plastica, ciascuna con su scritta una parola.

Scuotendola energicamente, era poi possibile visualizzare tre parole scelte a caso tra le migliaia presenti, osservandole direttamente attraverso una piccola finestrella (potete farvene un'idea visiva su questo sito).

Il concetto che sta alla base del pensiero laterale di De Bono, ha influenzato migliaia di persone, e continua tuttora a farlo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di figure professionali creative. Tra queste, non poteva certo mancare quella del copywriter, con il suo tipico orientamento alternativo, e talvolta estremo, della scrittura pubblicitaria.

Ricordate il free writing? Bene, il Think Tank è connesso alla stesso principio ideativo, ma è qualcosa di più. Pensate ad un copywriter che si sta accingendo a creare uno slogan per una marca di detersivi, e all'improvviso, l'occhio rimbalza sulle parole: albero, cielo e fame. Piuttosto difficile da cavarci qualcosa, vero? Niente paura. Un bravo copywriter sa che prima o poi, le idee per creare la sua headline, piuttosto che la body copy o il pay-off, arriveranno.

Provate anche voi, è divertente! Certo non dovete inserire tutti e 14.000 vocabili, quello che veramente importa è il concetto. Potete crearvi il vostro Think Tank
personale, se volete, utilizzando scatole e contenitori di vosto gradimento. Ah, quasi dimenticavo. Ricordatevi che, all'occorrenza, c'è sempre il nostro vecchio caro dizionario! Personalmente, quando sono alla ricerca di parole "svincolate", ne apro una pagina a caso e...voilà!

Pensiero laterale? Sì, grazie!

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sabato 18 luglio 2009

xRank misura il trend dei vostri VIP

xRank, una singolare funzione di Bing, che misura la popolarità dei vostri VIP

zEnk in BingCuriosa, e per certi versi interessante, la funzione xRank implementata nel neo motore di ricerca Bing, della Microsoft. Il motore di ricerca di Redmond, che come sappiamo è ancora in fase di "rodaggio" con la sua versione beta, sembra promettere bene. Soprattutto per chi segue il settore celebrity e vanity.

L'idea di fondo di questa tipo di funzione non è nuova (vedi l'arcinoto Google Trends), ma la scelta del target, costituito da questo particolare segmento di pubblico, è alquanto originale.

Come funziona xRank? Il suo utilizzo è elementare, basta digitare il nome del proprio personaggio preferito, per vedere apparire le notizie pertinenti la sua popularity, con tanto di prospezione analitica e possibilità di confrontare i risultati, in real time, con altri VIP. Sulla destra, appare invece una lista di nomi con tanto di freccina (rossa o verde), che tiene conto della crescita o del calo di popolarità di un dato personaggio, sia in valori assoluti, che giornalieri. A prima occhiata, tutto lascia supporre che in futuro, questa funzione, verrà utilizzata anche per altri tipi di ricerca mirata.

Parlando in termini complessivi, credo che il motore di ricerca di casa Microsoft, abbia tutte le carte in regola per iniziare la scalata a concorrente diretto del gigante di Mountain View. Il plus del suo prodotto, a differenza di Google, è direttamente riscontrabile, nella grafica accattivante, al contrario di quella decisamente spartana, introdotta da Google.

Di sicuro, questo della Microsoft, è un motore di ricerca che merita molto di più di una semplice un'occhiata. Sono certo, che ne sentiremo parlare presto!

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venerdì 17 luglio 2009

Brand image, psicologia e copywriting

Cos'è una brand image? Immagine di marca e immagine significante al servizio del copywriter

La brand image (o immagine di marca) è la personalità di un prodotto, riscontrabile nel consenso diretto del consumatore. Contribuisce a valorizzare, sia il detentore di tale immagine, che il prodotto stesso, ed ha un forte impatto psicologico nella riuscita di una buona campagna pubblicitaria.

Frequentemente, la brand image (che si avvale anche di altre tecniche di marketing), coincide con l'immagine significante del prodotto, traendo proprio da quest'ultima, tutta la sua forza espressiva. Quello che avviene nel momento in cui un'immagine viene "registrata" dal nostro cervello è qualcosa di fenomenale! Io lo definisco una sorta di transfert comunicazionale, che viene ad instaurarsi tra il comunicatore (nello specifico: art director, copywriter, o ambedue) e il proprio target: il cliente.

La chiara allusione ad un setting analitico non è esagerata, credetemi! Non c'è da meravigliarsi, se proprio sulle immagini nella pubblicità, siano stati versati fiumi di inchiostro. La pubblicità è prima di tutto immagine, poi viene la scrittura e la frase ad effetto. Fateci caso, la prossima volta che vi imbattete in un manifesto, per strada: l'occhio va dritto all'immagine, poi scende (o sale) a leggere le parole. Vedete? E' proprio così!

In uno studio sulla comunicazione non verbale, vale a dire di quella forma di comunicazione che non richiede l'uso di parole per trasmettere un messaggio, ad esempio, utilizzando gesti, sguardi, ecc., si è potuto osservare che, solitamente, scegliamo un nostro specifico canale preferenziale del cosiddetto sistema VAC (sistema visivo, auditivo, cenestico-tattile), per rapprentare a noi stessi e agli altri, la nostra particolare visione del mondo. C'è chi ad esempio, parlando della propria esperienza, si esprimerà con frasi del tipo: "E' stata bella!, Fantastica, una favola!", utilizzando proprio queste parole per descriverla (sistema visivo), chi invece "sentirà" la musicalità delle parole (auditivo) o chi invece, per riviverla, avrà bisogno di ricordare sensazioni, emozioni (cenestetico).

Beh, indovinate quale è il sistema rappresentazionale più utilizzato in assoluto tra tutti e tre? Si, avete indovinato: quello visivo! I grandi guru del marketing e della pubblicità, sanno utilizzare questo potente sistema visivo, in maniera sistematica, a volte persino inconsapevole, per sedurre e guidare la comunicazione verso una particolare area del nostro cervello, dove risiede l'artefice dei nostri sogni e dei nostri desideri: l'inconscio.

Il copywriter è il creativo che conosce la seduzione delle parole e delle frasi, e sarà anche colui che rinforzerà l'imprinting di una brand image con la sua USP (Unique Selling Proposition - la frase unica per vendere), in maniera incisiva ed efficace. Ecco perchè si dice, che un bravo copywriter è soprattutto un bravo comunicatore e un bravo venditore. Essere copywriter, il più delle volte, significa essere un artigiano della scrittura, come in bottega, dove si lavora tanto, ma si lavora di fino. E se poi, si è davvero bravi... le soddisfazioni non tardano ad arrivare.

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mercoledì 15 luglio 2009

The gentle...Google

Twitter contro Google. Chi vincerà la sfida come motore più veloce del pianeta?
Stamani, riflettevo attentamente su un articolo uscito la scorsa settimana sul blog di Panorama. E' un ottimo articolo, ma personalmente non scommetterei sulla vittoria di Twitter sul gigante di Mountain View, nel duello come motore di ricerca più "speedy" del pianeta!

Nonostante oggi le statistiche diano ragione a Twitter, ho come la netta sensazione che i cavalli di razza delle scuderie di Google, stiano scalciando per l'impazienza, preparandosi alla gara. La vittoria di uno dei due, questa volta, potrebbe attentare al podio di campione del social network e del link sharing, di realtà consolidate del calibro di Facebook.

L'implementazione di Twitter Gadget, all'interno di Gmail, in questo senso è stata sintomatica; come lo è stata, d'altronde, anche la lenta politica di travaso dei feed rss da Feedburner verso la piattaforma di Adsense. Un chiaro segno di orientamento virale? Certamente. Pur oramai avvezzi ai cambi di rotta repentini di Google, la tenacia del numero uno dei motori di ricerca, la dice lunga in fatto di lungimiranza. Non credo ci sarà alcun dietrofront su questo. Troppi interessi e prestigio in ballo! Nel frattempo, i due giganti continuano a cinguettare... vicini vicini!

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Valore combinato sitemap.html + sitemap.xml

Rendere navigabile un sito attraverso due semplici accorgimenti

Rendere un sito accessibile è, non solo per i visitatori ma anche per i motori di ricerca, come tirare un sospiro di sollievo. Pensate ad esempio, a quando entrate in un negozio fornitissimo di nuovi prodotti, accatastati su centinaia di scaffali. Voi vi fate un giro, guardate, ma non riuscite a trovare quello che cercate; e intanto… sono trascorse delle ore! Beh, per il visitatore (ed in parte anche per il motore di ricerca), le cose stanno esattamente alla stessa maniera. Credete che verranno a farvi visita volentieri la prossima volta? Ne dubito fortemente.

Proprio per evitare questi tipi di inconvenienti, esistono strumenti idonei a rendere più accessibile questo lavoro di ricerca delle informazioni: la sitemap in formato html per gli utenti, e la sitemap in formato xml per il motore di ricerca; ambedue potentissimi strumenti per indirizzare dove volete, sia utente che motore di ricerca, e senza perdita di tempo.

Vediamo come sono strutturate le due opzioni:
  • Sitemap in html (o mappa del sito). E’ una semplice pagina in html dove avrete elencato le sezioni e i link interni al vostro sito. HTML Sitemap GeneratorQuesto garantirà al visitatore un accesso diretto alla pagina delle informazioni che sta cercando. L’estensione della pagina avrà estensione e sintassi html. La potrete chiamare sitemap.html o mappa.html o come meglio vi aggrada. Esistono a tal riguardo, specifici software e siti che possono fare la maggior parte del lavoro al vostro posto. Uno dei più efficaci e semplici che conosco, capace di “affondare” nei livelli di link fin dove volete (anche in immagini e link esterni!), lo trovate su Netroglycerine, ed è un semplicissimo tool di creazione di sitemap in html, veramente efficace.
  • Sitemap in xml (file con estensione .xml). Un discorso un pò più particolare, che presuppone un minimo di conoscenza della sintassi xml, è la pagina diretta ai motori di ricerca (principalmente Google, ma anche Yahoo e MSN). XML Site Map GeneratorCome per la sitemap in html, anche questa deve essere salvata nella root del proprio sito, rinominandola con l’estensione .xml. Questo tipo di file indica ai motori di ricerca quali pagine indicizzare, e quindi scansionare. Risulta molto utile nello snellire il processo di scansione del sito da parte del crawler, un pò come gli diceste: "Passa a visitare solo questi link". Anche qui potete utilizzare alcuni strumenti adatti per la sua creazione. Vi suggerisco il tool del sito XML-Sitemaps.com (in inglese ma molto intuitivo e semplice da utilizzare), oppure potete servirvi dello strumento sempre efficace di Google, presente all'interno della sezione Tools per Webmasters.
Insomma, semplici soluzioni, che utilizzate insieme ad altre tecniche più strettamente legate al marketing dei motori, come la SEO, il seo copywriting, il link marketing, e a quello del social marketing, produrranno nel tempo l’ottimizzazione e la visibilità voluta.

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giovedì 9 luglio 2009

Una guida video ad Adwords per iniziare col piede giusto

Agli inizi della mia esperienza con Google AdWords, è stato un vero disastro. Ricordo che non riuscivo a reperire informazioni adeguate in rete, a parte quelle presenti sul sito di Google, ma soprattutto ero continuamente in cerca di suggerimenti provenienti da blog a tema, forum di discussione ecc., con scarsi risultati.

In realtà, sentivo la mancanza di una guida semplice e lineare che mi permettesse di iniziare ad utilizzare efficacemente questo favoloso sistema di online advertising di cui si sentiva tanto parlare.

Adesso le cose sono notevolmente cambiate, e di notizie in rete ce ne sono fin troppe, ma quando trovo qualcosa di veramente interessante non posso fare a meno di segnalarla a chi si avvicina per la prima volta a questo potente strumento di lavoro.

E' il caso di questa video guida per beginners, che trovo assolutamente fantastica! Poche parole, chiare, espositive. Eh sì, le cose sono cambiate, a vostro buon conto.

Buona visione a tutti i "cuccioli" del marketing online!


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mercoledì 8 luglio 2009

Solo SEO, un tool completo a portata di mano

Solo SEOA proposito di strumenti di analisi utili per SEO workers, ecco un set completo per l'ottimizzazione, veramente singolare. La particolarità di questa piattaforma SEO risiede nella sua semplicità d'uso, e nella sua capacità di avviare, in brevissimo tempo, analisi di contenuti e campagne simultanee di keywords building, link building ecc., pur non possedendo particolari conoscenze tecniche. Interessanti i tools per il calcolo del pagerank e dei backlink, per un ritorno immediato dei valori di popularity del sito.
Link building
Un prodotto che sicuramente consiglierei ai neofiti della SEO, ma anche a professionisti del settore, per la velocità di retrieval e l'efficacia dei risultati di analisi ottenuti. Peccato sia un prodotto a pagamento (prezzo abbordabilissimo per tutte le tasche, comunque). Avete la possibilità di provarlo per 14 giorni, registrandovi gratuitamente sul sito di soloseo.com (in inglese).

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