La ’365′ riparte con… amore
ll 17 settembre scorso è partita la selezione per racconti brevi a tema (uno per ogni giorno dell’anno) da pubblicare sulla nuova antologia 365 STORIE D’AMORE, curata da Franco Forte e Writers Magazine.
Quest’anno dunque va in scena l’amore, un argomento che ci accomuna un po’ tutti, sebbene con dinamiche e risvolti diversi per ognuno di noi. Il regolamento di partecipazione è visibile sulla pagina del forum della WMI dedicata all’iniziativa, giunta già alla sua quarta edizione.
In questa nuova avventura editoriale sarò presente con un mio nuovo racconto, L’amore è tutto, scelto dalla WMI per comparire assieme ad altre 364 formidabili opere brevi che sprizzano amore da ogni poro.
L’apocalisse in 365 racconti
365 modi per dire addio al mondo
E’ prevista per il mese prossimo l’uscita dell’antologia “365 racconti sulla fine del mondo”, la raccolta di racconti brevi curata da Franco Forte (direttore della rivista Writers Magazine Italia) ed edita dalla Delos Books. La nuova antologia arriva puntuale al traguardo della sua pubblicazione dopo il successo ottenuto dalle altre due precedenti iniziative: “365 racconti erotici per un anno”, e “365 racconti horror per un anno”, presentati nella stessa collana editoriale.
In questa rinnovata scommessa narrativa, 365 autori (dai più acclamati agli esordienti) si sono cimentati nella stesura della propria concezione romanzata sulla ‘fine dei tempi’. Tema che quest’anno si preannuncia quantomeno profetico, vista la cruciale congiuntura con la fatidica data pronosticata per l’avvento dell’apocalisse.
Free writing: sprigiona la tua creatività
Fra tutte le tecniche ‘preparatorie’ di scrittura, la tecnica del free writing, parola di chiara matrice anglosassone e traducibile in italiano col termine “scrittura libera“, è forse quella che più si avvicina all’arte di stesura, intesa come estro artistico applicabile alla scrittura.
Una tecnica che assolve appieno al suo compito di liberare la mente dal superfluo, per lasciare spazio a quello che veramente conta: il testo.
Culture jamming. Come ti stravolgo l’idea
Vi ricordate della rivoluzione culturale? Quale, dite? Ma su, dai! Parlo di quel movimento popolare che verso la fine degli anni ’60 sembrò voler regalare sogni impossibili a milioni di persone, insieme alla chimera della libertà di espressione, dei nuovi costumi, delle idee lungimiranti , ecc.
A chi ha ven’anni oggi, forse il termine appena menzionato risulterà piuttosto strambo o quantomeno anacronistico, visto che difficilmente l’avrà letto sui libri di storia, ma lasciatemi dire che, da qualche tempo, ho creduto di scorgerne la sagoma effimera nelle varie forme di reverse advertising a cui talvolta mi è dato di assistere nelle strade della mia città.
Una trasformazione alchemica di colori e forme si è impossessata dell’arte? Una nuova rivoluzione all’orizzonte? Niente di tutto ciò!
Non trovi le parole? Catturale!
Ogni qualvolta mi trovo ad affrontare la stesura di un testo, ho come l’impressione di sprofondare in un territorio sconosciuto, di attingere a un oceano di parole in sospensione, pronte a essere catturate.
Tutto questo mi ricorda il luogo-non luogo descritto dall’antico filosofo greco Platone, l’Iperuranio, un posto immateriale dove hanno sede le idee e da cui tutti attingiamo per creare.
Verbi e suggestioni
Nella scrittura professionale per il marketing e la pubblicità, i nomi e gli aggettivi più significativi vengono spesso soppesati, caricati di valore aggiunto, e collocati in posizioni strategiche per dare all’intera frase o preposizione un significato d’impatto.
In realtà il vero ‘re’ del periodo è il verbo. Il verbo, infatti, a differenza di altre parole, invita direttamente all’azione essendo molto evocativo, ovvero capace di provocare un’immediata reazione emotiva da parte di chi legge.


